
Tagli al sociale: Fistarol, sono sempre i più deboli a pagare
Pubblicato il: 26-10-10
Questo il pensiero del Senatore del Pd, Maurizio Fistarol, che interviene sui tagli al sociale previsti dalla finanziaria 2011
BELLUNO - “Non è accettabile che in un momento di crisi
come questo a pagare debbano essere sempre i più deboli”. Il senatore
del Pd, Maurizio Fistarol, interviene sui tagli al sociale previsti
dalla finanziaria nazionale 2011, la cosiddetta “legge di stabilità”,
che in Veneto si aggirerebbero intorno ai 70 milioni di euro. Anziani,
famiglie, giovani: questi i settori più colpiti. Dolentissime note per
il welfare. Spulciando nelle tabelle balzano agli occhi restringimenti
di cifre impressionanti. Il Fondo per la non autosufficienza si azzera
dai 32 milioni di euro del 2010, il Fondo nazionale politiche sociali
per le regioni passa dai 34,8 milioni di euro del 2010 ai 13,5 del 2011,
il Fondo per le politiche della famiglia dai 14,9 milioni di euro del
2010 ai 4,2 del 2011. “Noi avevamo detto che questa legge avrebbe
colpito pesantemente alcuni settori vitali. Adesso si comincia a capire
cosa significa concretamente la voce tagli alle regioni e più
precisamente tagli al sociale alle regioni. Assegni di cura, assistenza
domiciliare e servizi di sollievo rischiano di subire una drastica
sforbiciata. Questo significa che ci saranno centinaia di persone e
famiglie che rimarranno improvvisamente senza alcun sostegno”. “La spesa
pubblica - continua Fistarol - non è uno spreco, ma la possibilità di
garantire servizi essenziali ai cittadini. Va razionalizzata e non
tagliata in modo indiscriminato. Ritengo che i tagli odiosi e
penalizzanti che stiamo subendo devono indurre gli amministratori locali
ad assumere una forte responsabilità nell'individuare le priorità,
perché a pagare non siano i più deboli e per non mettere a rischio la
tenuta sociale”. “Il Pdl - conclude Fistarol - dice che alla fine
dell’anno troveranno i soldi per tutti. La manovra di fine anno dovrebbe
reperire le risorse per molti settori. Evidentemente è solo un
palliativo per non rispondere dei tagli operati, ma alla fine i diretti
interessati purtroppo lo capiranno”.